Nel numero di gennaio-febbraio 2010 la rivista “Terrasanta” pubblica, nella sezione “Colloqui”, una lunga intervista a Moni Ovadia, attore e musicista noto ormai in tutta Europa.
Nato in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita, greco-turca da parte di padre e serba da parte di madre, ben presto Moni Ovadia si trasferisce a Milano con la famiglia, dove studia e muove i primi passi artistici, sviluppando una forma inedita di teatro-concerto.
Intellettuale lucido e spesso fuori dal coro, pesca a piene mani dall’amaro umorismo della cultura ebraica per cercare d’interpretare la realtà che lo circonda.
Pubblichiamo di seguito alcuni stralci dell’intervista concessa a Carlo Giorgi.
Cos’è per Moni Ovadia la Terra Santa?
Cominciamo con il dire che io preferisco a Terra Santa il termine «Terra di santità» o «Terra del Santo». È una terra la cui destinazione è di costruire santità. Il Santo Benedetto dice infatti nella Bibbia: «Sarete santi perché io sono santo».
Anna Foa, L’Osservatore Romano, 15 gennaio 2010
“Senza la Shoah, lo Stato d’Israele non sarebbe mai nato”. Questo stretto nesso causale fra lo sterminio degli ebrei d’Europa e la fondazione dello Stato d’Israele è divenuto un assioma accettato da studiosi e gente comune, ebrei e non ebrei, religiosi e laici, politici di diverse parti. I palestinesi lo hanno adottato per dimostrare di essere stati sacrificati al senso di colpa dell’Europa, la leadership israeliana per fare della fondazione dello Stato il momento del riscatto politico del popolo ebraico, gli storici post-sionisti per mettere sotto accusa l’utilizzazione della Shoah e della sua memoria fatta da Ben Gurion e dall’élite laburista.
Simone Esposito, terrasanta.net, 2 gennaio 2010
Si chiamano Alaa, Ihab, Mohammed e Maheb: sono quattro sedicenni palestinesi, arrivano da Tulkarem, nord-ovest della Cisgiordania, e dal settembre scorso si trovano a Firenze per diventare periti chimici-biologici. Un’esperienza di studio che durerà tre anni e che è il cuore del Progetto Tulkarem, un’articolata iniziativa che ha messo insieme una scuola superiore fiorentina, istituzioni, associazioni e imprese toscane, e il governatorato della cittadina palestinese.
Luigi Geninazzi, Avvenire, 27 dicembre 2009
Stanno sotto le tende, in mezzo a tubi arrugginiti che spuntano fuori da quel che resta delle loro case, ridotte a un cumulo di macerie. Molta gente del quartiere Abed Rabbo di Jabaliya, all’estremo nord della Striscia, vive in questo stato dalla fine della guerra. Sono famiglie di contadini che non danno fastidio a nessuno.
Luigi Geninazzi, Avvenire, 27 dicembre 2009
Doveva essere il suo Natale più bello, da festeggiare a Betlemme con le amiche dell’università. Invece, eccola qui, con il muso imbronciato, seduta sul divano di casa e intenta a sfogliare nervosamente gli appunti per un esame che non potrà più dare.
Ancora non si dà pace Berlanty Azzam, 22 anni, studentessa di Gaza all’Università cattolica di Betlemme. Due mesi fa, mentre stava andando a Ramallah per un colloquio di lavoro, è stata fermata da una pattuglia israeliana che l’ha arrestata. Subito dopo è stata caricata, bendata e incappucciata, su un blindato militare e rispedita a casa sua.
Dopo il pellegrinaggio in Terra Santa dell’estate scorsa, in occasione del Tour de Vie/10, torneremo nella terra di Gesù dal 24 al 31 agosto 2010.
Dal deserto alla città: questo il titolo del prossimo pellegrianggio. Partiremo infatti dal deserto, nel sud di Israele, per risalire fino alla Città Santa, Gerusalemme.
Le iscrizioni apriranno l’8 gennaio e si chiuderanno il 26 febbraio, previo esaurimento dei posti disponibili, che saranno in numero inferiore rispetto allo scorso anno.
Per partecipare al pellegrianggio è necessario essere maggiorenni.
Scarica il programma e tutte le informazioni
Avvenire online, 26 dicembre 2009
Dopo mesi di relativa calma, torna la violenza nei territori palestinesi. Nelle ultime ore l’esercito israeliano ha ucciso sei persone (tra i quali tre miliziani vicini al partito di Abu Mazen), in due azioni separate sferrate nel nord di Gaza e nella città cisgiordania di Nablus.
E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda:
da te infatti uscirà un capo
che sarà il pastore del mio popolo, Israele.
Matteo 2,6
Betlemme, Basilica della Natività
Agosto 2009
A Betlemme è un continuo abbassarti:
per entrare nella Basilica della Natività,
per entrare nella cappella della Grotta,
per chinarti sul luogo dove Dio si fece carne.
Non poteva che essere così,
nel luogo in cui Dio si è fatto piccolo,
si è abbassato,
è diventato uomo.
Federico Frighi, Libertà, 24 dicembre 2009
Trascorreranno il Natale in Terrasanta, ospiti di parrocchie e istituti religiosi; cammineranno per due giorni nel deserto; dormiranno sulle rive del Mar Morto; parteciperanno alle Messa di Mezzanotte nella Basilica della Natività, a Betlemme.
Sono trenta ragazzi piacentini, tutti accomunati dall’appartenenza al mondo dello scoutismo, quasi tutti della parrocchia del Preziosissimo Sangue.
Luigi Geninazzi, Avvenire, 23 dicembre 2009
«La riconciliazione in Terra Santa sembra essere un’utopia. Tutti i tentativi volti a raggiungere la pace, sia da parte palestinese che israeliana, sono falliti. La realtà contraddice i nostri sogni». E’ l’amara constatazione del patriarca latino di Gerusalemme, monsignor Fouad Twal, nel suo messaggio per il Natale.