Si avvicina il secondo appuntamento Verso la Terra Santa.
Lunedì prossimo, 27 aprile, ore 21, presso la Cappella Ducale di Palazzo Farnese, a Piacenza, avremo l’opportunità di prendere parte ad un dialogo a tre voci.
Fare chiarezza, provare a trovare una sintesi, ricostruire la storia e le storie: la conferenza a tre voci si muoverà tra riflessione e racconto, tra passione e critica, provando a ricomporre un mosaico che spesso in Italia è frammentato e mal raccontato dai mezzi di informazione.
La serata è aperta a tutti. Vi aspettiamo numerosi!!
La Commissione diocesana per l’ecumenismo, il rapporto con l’ebraismo e il dialogo interreligioso promuove la mostra: Giusti dell’Islam, che sarà aperta dal 21 al 27 aprile presso la Fondazione di Piacenza e Vigevano (via S. Eufemia, 12 - Piacenza). La mostra racconta storie di musulmani che salvarono la vita ad alcuni ebrei durante la persecuzione nazista e intende approfondire la ricchezza di significati che il termine ‘giusto’ assume nella Bibbia.
Un’interessante serata, correlata alla mostra, è prevista per martedì 21 aprile, ore 21, sempre in Fondazione. Farian Sabahi, docente di Storia dei Paesi islamici all’Università di Torino, Alberto Sermoneta, rabbino capo della Comunità ebraica di Bologna, e Alberto Cozzi, docente alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale interverranno sul tema: La giustizia: una ‘parola comune’ fra noi e voi.
La mostra si può visitare nei seguenti giorni e orari: martedì 21 aprile dalle 20 alle 23; il 22, 23 e 24 aprile dalle 16 alle 18, e lunedì 27 aprile dalle 9 alle 12.
Si alza il piatto dell’azzima e si dice
Questo è il pane dell’afflizione che i nostri padri magiarono in terra d’Egitto.
Chi ha fame venga e mangi. Chi ha bisogno venga e faccia pasqua.
Quest’anno qui, l’anno prossimo in terra d’Israele.
Quest’anno qui - schiavi.
L’anno prossimo in terra d’Israele - figli della libertà.
Tratto da Haggadah. Il racconto della Pasqua, a cura di Elena Loewenthal, Einaudi, 2009, pp. 154, € 16,00
di Giulio Busi, Il Sole 24 Ore, domenica 12 aprile 2009
Tutto esaurito in città, e anche nei villaggi vicini è ormai difficile trovare una stanza. Con un po’ di fortuna, tuttavia, i giovani sono riusciti ad assicurarsi “un grande cenacolo, al piano superiore, preparato e fornito di tappeti e cuscini” (Marco 14, 15). Del resto questa è la festa più importante dell’anno, il grande pellegrinaggio porta a Gerusalemme gli ebrei da tutta la diaspora, quelli che hanno fatto fortuna in Egitto, spavaldi del loro successo, gli altri che vengono da Roma e si vantano delle conoscenze nella capitale della grande potenza.
Reportage. Avvenire, 5 aprile 2009
da Gerusalemme Bianca Garavelli
Gerusalemme si specchia nelle sue pietre chiare e lucide e grazie a esse risplende. Il suo essere terra sacra, la città più sacra al mondo per le tre grandi religioni che qui hanno eretto i loro luoghi più santi, si esprime anche così. Sono le pietre che lastricano le vie pedonali, altrettanto scivolose quanto lucide, che accompagnano i passi dei visitatori come invitandoli alla prudenza, a non camminare con troppa distrazione. Dovunque vadano, dal suk in certi giorni silenzioso, ma vicino alla Pasqua agitato, all’ingresso medievale del Santo Sepolcro, alle strette vie curvilinee che si attorcigliano appena fuori e appena dentro le mura.