Enzo Bianchi, La Stampa, 18 maggio 2009
Sono rare e preziose le circostanze in cui è dato di cogliere quasi fisicamente il significato di certe parole. Il viaggio di Benedetto XVI in Israele e Giordania ci ha dato la possibilità di cogliere in pienezza la portata di uno dei titoli attribuiti al papa: “Pontefice”, ideatore e costruttore di ponti.
La serata dell’11 maggio a Palazzo Fogliani
di Annalisa Gobbi, Il Nuovo Giornale, 15 maggio 2009
Una Chiesa sofferente e in minoranza, ma posta in posizione profetica. Il terzo e ultimo incontro in preparazione al Tour de Vie, tenutosi a Palazzo Fogliani lunedì 11 maggio, è servito a fare il punto sulla delicata situazione dei cristiani di Terra Santa. Proprio nei giorni in cui Papa Benedetto XVI ha percorso le strade del Medio Oriente e visitato i luoghi simbolo di ebraismo, islam e cristianità, i giovani della Diocesi hanno ascoltato la testimonianza del monaco di Bose Edoardo, un cristiano che per diciotto anni ha vissuto a Gerusalemme, totalmente immerso nelle speranze e nelle dolorose contraddizioni della città più contesa.
Edoardo durante il suo intervento a Piacenza
Il card. Carlo Maria Martini, arcivescovo emerito di Milano, ed Enzo Bianchi, priore di Bose, scrivono sul viaggio del Papa in Terrasanta.
Daniel Lifschitz, Gerusalemme città santa
A GERUSALEMME CON IL PAPA CERCANDO LA PACE
di Carlo Maria Martini, Corriere della Sera, domenica 10 maggio 2009
Quando il Papa compie un gesto significativo e solenne, come è quello di un viaggio a Gerusalemme, lo compie a nome e in rappresentanza di tutta la Chiesa. Siamo dunque tutti noi che ci troviamo in preghiera con lui nella Santa Città.
E’ cominciato oggi e si concluderà venerdì prossimo, 15 maggio, il viaggio di Benedetto XVI in Giordania, Israele e nei Territori Palestinesi. Il racconto del calvario e delle speranze dei cattolici: 130mila (1,8%) su una popolazione di 7.180.000 persone.
Bimbi palestinesi in preghiera all’interno della Basilica della Natività a Betlemmedall’inviato di Avvenire a Gerusalemme Luigi Geninazzi, giovedì 7 maggio 2009
Lettere, tantissime lettere. Sono quelle spedite dai cattolici palestinesi a Benedetto XVI alla vigilia del suo viaggio in Terra Santa. Raccontano le difficoltà della vita quotidiana, le restrizioni alla libertà di movimento, la mancanza di prospettive, lo scoramento profondo per una situazione da cui non si vede una via d’uscita dopo la sanguinosa guerra di Gaza, le divisioni politiche interne tra Al Fatah ed Hamas ed infine l’irrigidimento del nuovo governo israeliano…
Avvenire parla di noi!
La pagina che ogni martedì, ormai da tre anni, è dedicata ai giovani raccoglie oggi diversi contributi sul pellegrinaggio in Terra Santa.
Anche il nostro prossimo Tour de Vie, il percorso di avvicinamento e questo blog hanno trovato spazio sulle colonne del quotidiano nazionale.
Lunedì 11 maggio, ore 21, a Palazzo Fogliani (via San Giovanni, 7 - Piacenza, presso la sede dell’Azione Cattolica), vivremo il terzo e ultimo appuntamento in preparazione al Tour de Vie, dedicato alla variegata e complessa realtà dei cristiani in Terra Santa.
Ce ne parlerà, con respiro ecumenico, Edoardo, monaco di Bose (nella foto), che ha vissuto per 17 anni nella Fraternità che la Comunità ha aperto nella Città Santa dal 1981.
Della presenza a Gerusalemme di quest’oasi di pace e spiritualità ha parlato anche Stefano Jesurum, nostro ospite il 27 aprile scorso, nel suo libro Israele nonostante tutto (2004).
Vi proponiamo il racconto del suo incontro con fratel Daniel Attinger.
E’ possibile estraniarsi? E’ possibile guardare dall’alto, in qualche modo da fuori, la tempesta dei popoli e delle fedi che si scontrano? Ed è possibile non lasciarsi intossicare dai veleni di Yerushalàim?…
David Bidussa, Stefano Jesurum, Daniele Nahum a Palazzo Farnese
Suggestioni, indizi, nostalgie, parole pacate per raccontare una realtà complessa come quella di Israele e delle persone che lo abitano.
Due ore per un viaggio nella storia a partire dall’oggi; quello delle vite raccontate da Stefano Jesurum e quello che, ad un certo punto, ci ha fatto attraversare tutta Gerusalemme e la sua storia quasi ci trovassimo davvero, grazie alla vivida descrizione di David Bidussa, a bordo dell’autobus 4A.
La storia della Shoah e l’oggi della memoria. Parole sul dolore, i diritti umani, l’impegno per la tutela delle minoranze.
Salgo a Gerusalemme, - scrive Stefano Jesurum nel suo libro “Israele nonostante tutto” - luogo magico del corpo, dello spirito e dei sensi, città dedita da millenni al traffico delle fedi, al traffico di ogni credo religioso e laico. L’ombelico del’universo la chiamavano nel Medio Evo, e non avevano visto ancora quasi niente…