Luigi Geninazzi, Avvenire, 27 dicembre 2009
Stanno sotto le tende, in mezzo a tubi arrugginiti che spuntano fuori da quel che resta delle loro case, ridotte a un cumulo di macerie. Molta gente del quartiere Abed Rabbo di Jabaliya, all’estremo nord della Striscia, vive in questo stato dalla fine della guerra. Sono famiglie di contadini che non danno fastidio a nessuno.
Luigi Geninazzi, Avvenire, 27 dicembre 2009
Doveva essere il suo Natale più bello, da festeggiare a Betlemme con le amiche dell’università. Invece, eccola qui, con il muso imbronciato, seduta sul divano di casa e intenta a sfogliare nervosamente gli appunti per un esame che non potrà più dare.
Ancora non si dà pace Berlanty Azzam, 22 anni, studentessa di Gaza all’Università cattolica di Betlemme. Due mesi fa, mentre stava andando a Ramallah per un colloquio di lavoro, è stata fermata da una pattuglia israeliana che l’ha arrestata. Subito dopo è stata caricata, bendata e incappucciata, su un blindato militare e rispedita a casa sua.
Dopo il pellegrinaggio in Terra Santa dell’estate scorsa, in occasione del Tour de Vie/10, torneremo nella terra di Gesù dal 24 al 31 agosto 2010.
Dal deserto alla città: questo il titolo del prossimo pellegrianggio. Partiremo infatti dal deserto, nel sud di Israele, per risalire fino alla Città Santa, Gerusalemme.
Le iscrizioni apriranno l’8 gennaio e si chiuderanno il 26 febbraio, previo esaurimento dei posti disponibili, che saranno in numero inferiore rispetto allo scorso anno.
Per partecipare al pellegrianggio è necessario essere maggiorenni.
Scarica il programma e tutte le informazioni
Avvenire online, 26 dicembre 2009
Dopo mesi di relativa calma, torna la violenza nei territori palestinesi. Nelle ultime ore l’esercito israeliano ha ucciso sei persone (tra i quali tre miliziani vicini al partito di Abu Mazen), in due azioni separate sferrate nel nord di Gaza e nella città cisgiordania di Nablus.
E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda:
da te infatti uscirà un capo
che sarà il pastore del mio popolo, Israele.
Matteo 2,6
Betlemme, Basilica della Natività
Agosto 2009
A Betlemme è un continuo abbassarti:
per entrare nella Basilica della Natività,
per entrare nella cappella della Grotta,
per chinarti sul luogo dove Dio si fece carne.
Non poteva che essere così,
nel luogo in cui Dio si è fatto piccolo,
si è abbassato,
è diventato uomo.
Federico Frighi, Libertà, 24 dicembre 2009
Trascorreranno il Natale in Terrasanta, ospiti di parrocchie e istituti religiosi; cammineranno per due giorni nel deserto; dormiranno sulle rive del Mar Morto; parteciperanno alle Messa di Mezzanotte nella Basilica della Natività, a Betlemme.
Sono trenta ragazzi piacentini, tutti accomunati dall’appartenenza al mondo dello scoutismo, quasi tutti della parrocchia del Preziosissimo Sangue.
Luigi Geninazzi, Avvenire, 23 dicembre 2009
«La riconciliazione in Terra Santa sembra essere un’utopia. Tutti i tentativi volti a raggiungere la pace, sia da parte palestinese che israeliana, sono falliti. La realtà contraddice i nostri sogni». E’ l’amara constatazione del patriarca latino di Gerusalemme, monsignor Fouad Twal, nel suo messaggio per il Natale.
Luigi Geninazzi, Avvenire, 23 dicembre 2009
BETLEMME - Si fa la fila per scendere giù tra gli incavi rocciosi della Grotta. La stella d’argento che ricorda il punto esatto dov’è nato Gesù sembra lampeggiare sotto i continui flash di fotocamere e telefonini, maneggiati da una piccola babele vociante e rumorosa. Arrivano sempre più numerosi i pellegrini, ma a volte si comportano come turisti. Provo un’inconfessabile nostalgia per i primi anni Duemila, quando l’Intifada svuotava Betlemme e ci si poteva raccogliere in preghiera, alla luce fioca delle candele, inginocchiati davanti alla nicchia dove tutto ha avuto inizio. Ed oggi, che ne è del cristianesimo in questa terra, che chiamiamo santa ed è lacerata da mille contraddizioni?
Venendo a Piacenza l’8 dicembre scorso, padre Ibrahim Faltas ci ha portato gli auguri di Natale, suoi e dei 2000 bambini, israeliani e palestinesi, che, anche quest’anno, proprio in questi giorni, vivranno la marcia della pace da Gerusalemme a Betlemme.
Desideriamo condividerli con tutti gli amici di questo blog.
Isaia 9,5
Padre Ibrahim Faltas, ospite della parrocchia di Roveleto lo scorso 8 dicembre, ha parlato del vivere quotidiano dei cristiani in Terra Santa. Durante l’incontro è stata anche presentata la “settimana della mondialità”, che, nel luglio prossimo, coinvolgerà giovani israeliani e palestinesi.
Valentina Paderni, Libertà, 10 dicembre 2009
“I cristiani di Betlemme vivono in una situazione difficile. In una città chiusa, in una prigione a cielo aperto, circondata da un muro alto nove metri”. Con queste parole, padre Ibrahim Faltas, parroco latino di Gerusalemme, ha illustrato la condizione di chi vive in Terra Santa.
Ospitato l’8 dicembre scorso dalla parrocchia di Roveleto di Cadeo, il padre francescano, dopo l’emozione iniziale, si lasciato andare, sollecitato dalle domande di Carlo Francou, in una piacevole e scorrevole conversazione sul vivere quotidiano in territorio israeliano.