In Terrasanta

con i giovani della diocesi di Piacenza-Bobbio

Archive for aprile, 2010

lunedì
apr 5,2010

Giorgio Bernardelli, Avvenire, 4 aprile 2010

Passeranno un’altra Pasqua lontani dal Santo Sepolcro gli oltre cinquantamila cri­stiani palestinesi che abi­tano in Cisgiordania. Compresi quelli che abi­tano a una manciata di chilometri e che i riti nella grande basilica fino a qualche anno fa li frequentavano a­bitualmente.

Oggi c’è di mezzo il muro di se­parazione, eretto tra Israele e i Territori. E quest’anno, tra il clima di tensione e la coin­cidenza con la Pasqua ebraica, le maglie si sono fatte più strette.

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lunedì
apr 5,2010

Giorgio Bernardelli, Avvenire, 4 aprile 2010

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Perché, per un cristiano, è così importante recarsi alla basilica del Santo Sepolcro? La risposta sta nella forza del legame tra questo punto specifico della città di Gerusalemme e i fatti raccontati nei Vangeli.

Tra tutti i santuari della Terra Santa, infatti, il Sepolcro è il più ’solido’ dal punto di vista degli studi archeologici. Perché la ‘prova’ che la ‘tomba vuota’ si trova proprio qui risale ad appena un centinaio di anni dopo la morte di Gesù. E viene da una fonte assolutamente insospettabile, perché non cristiana.

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LE PASQUE DI GERUSALEMME

domenica
apr 4,2010

Quest’anno coincidono le ricorrenze per i calendari di cattolici, ortodossi ed ebrei. La città è affollata di pellegrini. Dal messaggio del patriarca latino arriva un forte appello per superare le divisioni religiose, politiche e familiari.

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Giorgio Bernardelli, Avvenire, 4 aprile 2010

L’intreccio dei calendari, a Gerusa­lemme, non potrebbe essere più completo. Per i cattolici di rito la­tino, ieri, al Santo Sepolcro, è già risuonato l’annuncio della Pasqua: come vogliono in­fatti le regole dello Status quo (l’antico ac­cordo che norma gli orari per le funzioni dei diversi riti nella basilica), già nelle prime o­re del mattino il patriarca Fouad Twal ha presieduto la Veglia davanti a ‘quella tom­ba vuota’.

Ma quest’anno, in questa stes­sa domenica, è Pasqua anche per le Chie­se d’Oriente. E lo si vede dai tanti pellegri­ni greci e russi che si incrociano nei vicoli della Città Vecchia. Così ieri mattina si so­no assiepati anche loro per il prodigio della luce, il rito più atteso dagli ortodossi: in una basilica completamente immersa nel buio, il patriarca Teofilo III è uscito dall’e­dicola del Santo Sepolcro con il fuoco che, secondo la tradizione, scaturisce miracolosa­mente dal luogo dove fu deposto il corpo di Ge­sù.

Però ieri, a Gerusa­lemme, era anche lo shabbat della settimana di Pesach, la Pasqua e­braica, che è iniziata lu­nedì sera e va avanti un’intera settimana. Anche questa scandita dai suoi riti e dai suoi segni.

Festa di tutti, dunque.

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