Pubblichiamo l’intervento che la cantante israeliana Noa terrà domenica 30 maggio, ore 21, in Piazza dei Signori a Vicenza, prima del suo concerto che chiuderà la sesta edizione del Festival biblico, dedicata quest’anno al tema “L’ospitalità delle Scritture”.
Noa, Avvenire, 30 maggio 2010
Un gruppo di persone che condividono una comune identità culturale, ad esempio un insieme di tradizione, lingua, origini storiche e il senso di un destino comune, è normalmente definito ‘un popolo’. Per ‘appartenere’ a un popolo un individuo deve superare tre prove: 1. deve identificarsi come membro del popolo in questione; 2. deve essere riconosciuto come tale dagli altri componenti di quel popolo; 3. deve essere riconosciuto come tale dai membri di altri popoli.
Sia gli ebrei sia i palestinesi ricadono sotto tale definizione. È questo l’assunto di fondo che sta dietro l’appello al riconoscimento reciproco. Ma chi ha bisogno di uno Stato?
Mercoledì 12 maggio, ore 20.45, presso l’Auditorium S. Ilario (Piacenza, via Garibaldi) si terrà un incontro – tavola rotonda aperto alla cittadinanza con una giovane ricercatrice palestinese, Bana El Husseini, impegnata nella costruzione del dialogo tra palestinesi e israeliani come fondamento di una pace giusta tra i due popoli.
da Mitzpe Ramon Annalisa Guglielmino, Avvenire, 9 maggio 2010
Quasi nessuno percorre ormai la Route 40 da Eilat a Tel Aviv. Per tagliare in due il deserto, gli israeliani imboccano la nuova Route 90, ma è dalla vecchia superstrada, più lunga e tortuosa, che si gode delle spettacolari vedute sul Negev.
Rocce, distese di arenaria, crateri naturali provocati dalle erosioni o da giganteschi meteoriti, canyon di granito. È in questi enormi spazi vuoti che, fra spiritualità ed economia, si giocano alcune scommesse del governo d’Israele. In una sorta di ‘imprenditorialità’ del deserto che, da David Ben Gurion in poi, ha mosso lo sforzo creativo di tutti i primi ministri.