A Gerusalemme il Capitolo generale dei Frati Minori dei luoghi di Gesù.

Giorgio Bernardelli, Avvenire, 10 luglio 2010

francescani

È cominciato domenica al Dominus Flevit, il san­tuario sul Monte degli Ulivi da cui si abbraccia con unico sguardo tutta Gerusalemme. Con gli occhi rivolti alla Città Santa ha preso il via il capitolo della Custodia di Terra Santa, la Provincia dei france­scani nei luoghi della vita terrena di Gesù.

Fino al 15 luglio, i 45 frati in rappresentanza delle comunità di Israele, Palestina, Giordania, Libano, Siria, Egitto, Ci­pro e Rodi e dei commissariati di Terra Santa sparsi per il mondo si confronteranno sul tema «Sarete miei testimoni. Portatori del dono del Vangelo in Terra San­ta ».

È un Capitolo che – come tradizione a Gerusa­lemme – giunge dopo la designazione del custode, che i frati eleggono ma poi sottopongono alla conferma del ministro generale dell’Ordine dei Frati minori. Lo scorso 22 maggio il custode uscente, padre Pierbat­tista Pizzaballa, è stato riconfermato per un secondo mandato che però – come prevedono gli statuti – a­vrà un durata di soli tre anni. Il capitolo ora eleggerà il discretorio, che affiancherà padre Pizzaballa nel suo ministero, e rifletterà sulla fisionomia della presenza dei figli di Francesco nella Terra Santa di oggi.

E, come suggerisce il tema scelto per questo capitolo (e tante volte richiamato in questi anni dal custode), non può che essere l’annuncio del Vangelo il cuore dei tanti servizi svolti dai frati a Gerusalemme e nel­le altre fraternità della Custodia. Che sia attraverso l’accoglienza dei pellegrini, il servizio nelle parrocchie, le attività sociali o quelle delle ricerca archeologica e biblica, è la novità del Vangelo il bene più prezioso da mantenere vivo in Terra Santa.

«Siamo qui innanzi tutto per rendere grazie al Signo­re e ai frati della Custodia per questi 800 anni di pre­senza – ha detto aprendo i lavori padre Francesco Bravi, il visitatore generale inviato dall’Ordine dei Fra­ti minori che presiede questo Capitolo –. Insieme vo­gliamo interrogarci su come essere sempre di più te­stimoni di una fraternità che accoglie. Il nostro sguar­do su Gerusalemme è un modo per tener fisso lo sguardo su Gesù».

I lavori del capitolo alternano relazioni e lavori di gruppo ad alcune celebrazioni nei Luoghi Santi: mar­tedì si è svolta una liturgia penitenziale al Getsema­ni, l’orto degli ulivi della Passione di Gesù. Ma in ca­lendario è prevista anche una celebrazione al Cena­colo, il luogo dell’Ultima Cena, che fu anche la prima sede della Custodia a Gerusalemme.

Quanto al con­fronto sulle sfide, padre Pizzaballa, nella sua relazio­ne introduttiva, ha declinato nei diversi ambiti e nel­la diversità delle modalità del servizio prestato dai frati in Terra Santa la sfida di una testimonianza forte del Vangelo. E nei lavori di gruppo la riflessione si sta concentrando in particolare su tre ambiti: il rappor­to tra l’evangelizzazione e l’animazione nei Luoghi Santi, la qualità della vita francescana nella quoti­dianità della vita delle comunità e la questione della formazione permanente dei frati.

Il Capitolo è anche un momento di verifica per la scommessa sulla comunicazione lanciata in questi anni dalla Custodia di Terra Santa attraverso il por­tale internet della Custodia www.custodia.fr , le pub­blicazioni delle Edizioni Terra Santa a Milano e il cen­tro di produzione televisiva di Gerusalemme Franci­scan Media Center.

E proprio su quest’ultimo ver­sante in questi giorni è partita una nuova collabora­zione con H2O News – l’agenzia televisiva on line pro­mossa da un network di tv cattoliche di tutto il mon­do con il sostegno del Pontificio Consiglio per le co­municazioni sociali. D’ora in poi anche H2O News ri­lancerà il materiale televisivo prodotto dai france­scani per Terra Santa News , il tg settimanale di una decina di minuti realizzato a Gerusalemme sulla vi­ta della comunità cristiana della Terra Santa.

L’INIZIATIVA: UN PROGETTO PER RIDARE DIGNITA’ AI DISABILI DI GAZA

Un altro dei volti della Custodia sono i progetti di solidarietà promossi attraverso l’ong «Associazione di Terra Santa». Tra le tante iniziative ne è appena stata varata una nuova dal significato particolare.

È un aiuto concreto ai disabili che vivono nella Striscia di Gaza, che in qualche modo sono gli ultimi tra gli ultimi in questo martoriato lembo di terra. È un intervento che si appoggia sulla piccola comunità cattolica di Gaza – la parrocchia della Sacra Famiglia, che conta 250 fedeli – e sulle Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa che a Gaza hanno una casa di accoglienza per disabili.

Oltre a offrire un aiuto concreto in un luogo provato dall’embargo, il progetto vuole essere anche un segno: a Gaza ancora troppi disabili vivono in isolamento, con le famiglie che tendono a nasconderli come una vergogna.

Per conoscere le modalità concrete per aderire al progetto è possibile consultare la sezione «Progetti in Terra Santa» del sito www.proterrasancta.org oppure inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo infoats@custodia.org